Santa Maria Maggiore

Santa Maria Maggiore è una delle quattro basiliche patriarcali di Roma, questa chiesa del V secolo si erge sulla cima del colle Esquilino, nel punto in cui si dice che la neve sia caduta miracolosamente nell’estate del 358 d.C.. La basilica è stata modificata nel corso dei secoli, la basilica è un ibrido architettonico con campanile romanico del XIV secolo, soffitto a cassettoni rinascimentale, facciata barocca del XVIII secolo, interni in gran parte barocchi e una serie di gloriosi mosaici del V secolo.

Storia

Secondo una leggenda del 13° secolo, la prima chiesa fu costruita qui da Papa Liberio (352-66), sul sito di un’apparizione della Beata Vergine Maria. La leggenda narra che la Vergine apparve a Papa Liberio e Giovanni Patrizio, un facoltoso benefattore, il 4 agosto 352 (o 358), incaricandoli di costruire una chiesa sul colle Esquilino. Quella notte, una miracolosa nevicata delimitò la pianta dell’edificio dove costruire la chiesa.

Gli savi archeologici  indicano che la chiesa fu probabilmente costruita per la prima volta nei primi anni del 400 e completata sotto papa Sisto III (432-440). In quegli anni si svolgeva il Concilio di Efeso (431) dove si proclamava ufficialmente la Madonna Madre di Dio (Theotokos) in tutto l’Impero Romano si moltiplicavano le chiese dedicate alla vergine Maria.

La chiesa ha avuto molti nomi nel corso degli anni: prima Santa Maria della Neve (Santa Maria della Neve) dopo le nevicate, poi Santa Maria Liberiana dopo Papa Liberio. Dopo che la basilica ottenne una reliquia del Sacro presepe, fu chiamata Santa Maria del Presepe (Santa Maria del Presepe). Alla fine fu chiamata Santa Maria Maggiore (Santa Maria Maggiore) perché è la più grande delle chiese dell’Impero Romano dedicate alla Vergine Maria.

Pianta Santa Maria Maggiore
Pianta Basilica santa Maria Maggiore

Santa Maria Maggiore conserva ancora nella navata centrale e le due laterali la sua pianta antica, mentre le cappelle risalenti al XVIII secolo sono state aggiunte all’esterno del perimetro esistente. L’unica parte esterna visibile della basilica paleocristiana è una breve lunghezza della cinta muraria, vista da via dell’Esquilino.

Interni

Entrando nella basilica due lunghe file di colonne con capitelli ionici sostengono una trabeazione classica e guidano l’occhio verso l’arco trionfale che continuava nell’originario catino dell’abside. L’ interno della basilica conserva la sua tipica forma paleocristiana, che era in uso nell’Impero Romano nel V secolo: un’alta e ampia navata con navate laterali e un’abside rotonda all’estremità.

Navata centrale Basilica Santa Maria Maggiore

Su entrambi i lati della navata  centrale ci sono dei bellissimi  mosaici del V secolo che raffigurano scene dell’Antico Testamento. Questo è stato il primo esempio su larga scala di scene bibliche a Roma. La parte sinistra presenta scene di Abramo, Giacobbe e Isacco; il lato destro ha scene di Mosè e Giosuè.

Mosaici Navata Centrale Santa Maria Maggiore

Sebbene la maggior parte sia originale, non tutti i mosaici della navata sono sopravvissuti. Le parti mancanti furono sostituite con pannelli dipinti nel XVI secolo.

Risultati immagini per mosaici santa maria maggiore

Le colonne di marmo ateniese che sostengono la navata sono le parti più antiche della chiesa – provengono dalla prima basilica o da un antico edificio romano precedente la prima basilica (forse un antico tempio pagano). Durante un restauro del XVII secolo i capitelli e i basamenti delle colonne furono sostituite.

Il mosaico dell’abside , raffigurante l’ Incoronazione della Vergine , risale alla fine del XIII secolo, per opera del frate francescano Jacopo Torriti.

Altare Papale Santa Maria Maggiore

L’altare maggiore di questa basilica patriarcale è un “altare papale”, che può essere usato solo dal papa, o da un sacerdote a cui è stato concesso il permesso specifico. È tradizione che il papa celebri la messa qui in occasione della festa dell’Assunzione di Maria, ogni 15 agosto. Un’urna di porfido sull’altare contiene le reliquie di San Matteo e di altri martiri. Il baldacchino del XVIII secolo sopra l’altare maggiore è pieno di putti dorati.

Sotto l’altare c’è una “confessione”, ovvero una cripta in cui sono collocate le reliquie, con una statua inginocchiata di Papa Pio IX che venera il reliquario che contiene gli assi della mangiatoia che servì da culla di Gesù Bambino. La cripta è costruita per assomigliare alla grotta della Natività a Betlemme, che è quindi si può definire a pieno titolo il primo presepe del mondo.

Sul lato destro dell’altare maggiore una lapide incastonata nel pavimento segna il punto in cui sono sepolti Gian Lorenzo Bernini e suo padre Pietro.

Cappella Sistina

Nella navata sinistra  si trova la Cappella Sistina. La Cappella Sistina, sontuosamente decorata, fu progettata da Domenico Fontana nel XVI secolo e contiene le tombe di Papi Sisto V e Pio V.

Papa Sisto V incaricò il suo architetto più famoso di costruire la cappella del Santissimo Sacramento (poi chiamata Cappella Sistina in suo onore), la cappella doveva essere bella e sontuosa perché doveva custodire le reliquie del Presepe.

Le pitture della Cappella Sistina celebrano il riconoscimento della maternità divina nel Concilio di Trento a scapito delle tesi del protestantesimo che negavano il concetto.

Risultati immagini per cappella sistina santa maria maggiore roma
Cappella Sistina Santa Maria Maggiore

La rappresentazione pittorica ha il suo centro nella Cappella del Presepe posta sotto l’altare che conserva l’antico Oratorio del Presepe, realizzato nel XIII secolo da Arnolfo di Cambio, che Domenico Fontana trasportò in blocco dall’abside della Basilica.

Nell’altare al centro della cappella: quattro angeli in bronzo dorato, sorreggono il ciborio che è il modello della cappella stessa. .

Cappella Paolina

Papa Paolo V Borghese, agli inizi del 1600 fece costruire la cappella che si trova nel lato sinistro della chiesa ed ha la posizione e la pianta speculare alla Cappella Sistina.

E’ famosa per ospitare l’icona della Vergine Maria conosciuta come “Salus Populi Romani”, ” Salute del popolo romano “. Il nome deriva da un miracolo in cui l’icona ha contribuito a debellare la peste dalla città. La leggenda afferma che è stato dipinto da San Luca Evangelista, ma la maggior parte degli studiosi lo datano al XIII secolo.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a9/Santamariamaggiore2b.jpg
Cappella Paolina

Cappella Sforza

Commissionata dal cardinale Guido Ascanio Sforza a Michelagelo quando aveva 87 anni è l’ultima opera del grande artista fiorentino, infatti due anni dopo morì ed il progetto fu ultimato da Tiberio Calcagni.

La cappella è formata da uno spazio ellittico coperto da volte a vela e absidi incorniciate da colonne. E’ dedicata alla Madonna Assunta come pure la pala dell’altare.

http://www.arte.it/foto/600x450/b2/45517-cappella_sforza.jpg
Cappella Sforza

Soffitto

Il soffitto a cassettoni, di Giuliano Di Sangallo, fu realizzato nel XVI secolo con l’oro proveniente dall’America e donato dai reali di Spagna Ferdinando D’Aragona e Isabella di Castiglia.

Campanile

Il campanile romanico, alto 75 metri, il più alto di Roma. Costruito tra il 1375-1376. E’ caratterizzato da ordini di doppie monofore nella parte inferiore e, nei piani successivi bifore, il  campanile ha 5 campane antiche. La campana più grande è conservata nella cella campanaria, risale al 1289, fu fusa da Guidotto Pisano, le altre campane risalgono ai secoli XVI-XIX. Il campanile conservava anche la campana donata da Alfano, camerlengo di Callisto II , 1119-1124, che, però fu rimossa sotto Papa Leone XIII, ed oggi si conserva nei Musei Vaticani. Nota come “la campana della  Sperduta”  suona alle ore 21.

La facciata

Progettata da Ferdinando Fuga, ha un portico a cinque luci con colonne che sorreggono due timpani triangolari ed uno curvilineo, con al centro le statue della Vergine e dell’Umiltà, riferite alle virtù di Maria, nell’insieme la facciata è maestosa ed elegante, racchiusa tra due palazzi gemelli.

Risultati immagini per facciata santa maria maggiore roma

Il portico è sormontato da una loggia a tre arcate, e sulla centrale vi è un timpano triangolare, con colonne ed una balaustra che sostiene le statue dei santi e dei pontefici, al centro la statua della Madonna con Gesù bambino.

Loggia

Di accede dall’atrio della Basilica., Decorata da splendidi mosaici su fondo dorato dei primi del ‘300, nei quali sono raffigurati il Cristo Creatore e la Vergine Maria.

All’interno dell’atrio vi  troviamo riquadri a rilievo dell’ottocento, uno dei riquadri raffigura il patrizio Giovanni e la moglie nell’atto di offrire i propri beni a papa Liberio (con tali beni si edificò la chiesa). Sulla destra vi è una grande statua di bronzo di Filippo IV di Spagna che donò l’oro per decorare il soffitto della chiesa.

Aneddoti e Leggende

La Basilica di Santa Maria Maggiore oltre ad essere un luogo sacro fra i più importanti per il Cattolicesimo ed uno scrigno di unica bellezza custodisce aneddoti e leggende. Eccone alcune.

La nascita della chiesa

La notte del 4 agosto 352 d.C., a Roma Papa Liberio sogna la Vergine Maria che gli preannuncia un evento fuori dal comune e che nel luogo dove sarebbe avvenuto il fenomeno fuori dal consueto abrebbe dovuto far edificare una chiesa in suo onore.

La stessa notte un vecchio e ricco patrizio romano, di nome Giovanni, sogna una donna con una tunica blu che gli annuncia un misterioso evento che sarebbe accaduto l’indomani, e ordina loro di edificare e dedicare a una chiesa.

In quel periodo il paganesimo era in crisi e il cristianesimo si affermava sempre di più fra la popolazione romana . Giovanni e la sua compagna, pur non essendo ancora convertiti, erano affascinati da questa nuove fede religiosa, tanto da aver già deciso di donare i propri considerevoli beni per la costruzione di un tempio cristiano, con gli unici problemi di non essere ancora riusciti a decidere il luogo dove edificarlo.

Finalmente quella agitata notte terminò e siamo al 5 agosto. Da che è mondo ad agosto ci si lamenta per il caldo ma quel giorno di agosto ai romani capitò un fatto inaudito. era nevicato sul colle Esquilino.

Papa Liberio e l’anziana coppia di patrizi dall’altra, apprendendo della notizia, pensano che è il segno che la Madonna aveva loro preannunciato in sogno.

Il Papa e l’anziana coppia di patrizi si recano sul colle Esquilino e capiscono che quello è il segno preannunciato nel sogno. Sul Colle Esquilino sarebbe nata la Basilica tanto agognata da entrambe le parti, e proprio su quella neve cominciano a tracciare il perimetro delle mura.

Così nacque la Basilica di Santa Maria Maggiore.

Ancora oggi, ogni 5 agosto, dalla cupola della Cappella Paolina vengono gettati petali di rosa, come fosse una miracolosa nevicata. Viene così ricordata questa miracolosa leggenda che non si sa bene quando è nata ma che ancora ai giorni nostri è nei cuori del popolo romano.

Il presepe più antico della storia

Papa, Sisto III, nel 432, decise di realizzare all’interno della primitiva basilica di Santa Maria Maggiore una “grotta della Natività” simile a Betlemme. La Basilica prese allora il nome di Santa Maria ad praesepem, che in latino significa appunto mangiatoia.

Fu il primo presepe della storia, oggetto di una devozione popolare tale da spingere molti fedeli, di ritorno da pellegrinaggi in Terra Santa, a portare in dono quelli che vengono ritenuti i preziosi frammenti del legno della mangiatoia che accolse Gesù Bambino, ancora oggi custoditi in un reliquiario con il nome di Sacra Culla.

Il primo presepe inanimato fu commissionato ad Arnolfo di Cambio, scultore di Colle di Val d’Elsa, tra il 1290-91. Per volere di papa Niccolò V, che aveva come obiettivo quello di celebrare il presepe animato ideato da San Francesco a Greccio.

Attualmente è conservato all’interno del museo di Santa Maria Maggiore, il presepe si presenta incompleto sia a causa della dispersione nel corso del Cinquecento, sia per il trasferimento, avvenuto nel 1590 per volere di Sisto V, dalla Cappella del Sacramento alla cripta nella zona retrostante.

Del Presepe originale restano quattro gruppi marmorei costituiti dalla figura della Vergine e del Bambino, San Giuseppe e i tre Magi, l’asino e il bue.

La leggenda della campana “della sperduta”

Una delle campane della Basilica di Santa Maria Maggiore è detta “La Sperduta” e suona appena dopo le 21.

A Roma, tanti anni fa, la Basilica di Santa Maria Maggiore era ancora circondata dalla campagna e il suono delle sue campane, specialmente alla sera, arrivava molto lontano e invitava alla preghiera tutti gli abitanti delle casette sparse nei dintorni.

La storia è ambientata nella Roma del 1500. All’epoca i pellegrini, che potevano, si recavano in pellegrinaggio a Gerusalemme e a Roma, questi ultimi facevano il giro delle Basiliche.

Una di queste pellegrine si perse di sera in zona “Cessati Spiriti”, all’epoca una zona periferica, lungo la via Appia, all’altezza di via dell’Almone, pericolosa in quanto interessata dal fenomeno del brigantaggio.

Sopraggiunta la notte, non riuscendo ad orientarsi nel buio, in preda alla paura invocò l’aiuto della Madonna. Proprio in quel momento udì i rintocchi della campana Santa Maria Maggiore che le permisero di ritrovare la via. La pellegrina lasciò una rendita, affinché alle 2 di notte (trasformate alle 9 di sera nei tempi recenti)  venisse suonata a perpetua memoria del fatto, la campana. Da allora quella campana fu denominata “la sperduta” e ancora oggi suona per qualche minuto ogni sera, alle ore ventuno, quando ormai è buio.

Campana La Sperduta - Musei Vaticani

Un’altra versione della storia narra di una pastorella anch’essa smarrita nei prati intorno all’Esquilino, pascolando il suo gregge; era ormai sera e la pastorella non tornava, furono fatte suonare le campane della Basilica di Santa Maria Maggiore perché i rintocchi la guidassero a casa. Sembra poi che effettivamente lei non tornò mai più ma le campane continuano a suonare tutte le sere per indicarle la via del ritorno.

Tra storia e leggenda il confine è sottile è un fatto che ogni sera alle 21 dalla chiesa di Santa Maria Maggiore si sente la dolce melodia che ricorda la bambina che si era perduta nella campagna romana e tanti che si perdono oggi nella città.

La campana originale si trova oggi presso i Musei Vaticani, essendo stata rimossa durante il pontificato di Leone XIII.

.

.

.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *