Repubblica

Repubblica romana

Dopo la caduta della monarchia, la Repubblica cadde sotto il controllo delle grandi famiglie i patrizi (dalla parola patres o padri). Solo queste grandi famiglie potevano avere incarichi politici o religiosi. I restanti cittadini o plebei non avevano autorità politica, anche se molti di loro erano ricchi come i patrizi. Tuttavia tale previlegio non poteva e non sarebbe durato a lungo anche perché i plebei fornivano la maggior parte degli uomini all’esercito.

In generale, gli patrizi erano caratterizzati da valori politici e sociali tradizionali che favorivano il potere del Senato di Roma e il prestigio e la superiorità della classe dominante. I plebei, sempre in generale, favorirono la riforma e la democratizzazione della Repubblica romana.

Mentre la Repubblica di Roma cresceva in potere e prestigio, la città di Roma iniziò a soffrire gli effetti della corruzione, dell’avidità e dell’eccessivo affidamento sul lavoro degli schiavi stranieri. Bande di disoccupati romani, messi fuori dal circuito lavorativo dall’afflusso di schiavi portati a Roma attraverso conquiste territoriali.

Nel II secolo a. C., i fratelli Gracchi, Tiberio e Gaio, due tribuni romani, guidarono un movimento per la riforma agraria e la riforma politica in generale. Sebbene i fratelli siano stati entrambi uccisi in questa causa, i loro sforzi hanno stimolato le riforme legislative e la corruzione dilagante del Senato è stata ridotta (o, almeno, i senatori sono diventati più discreti nelle loro attività corrotte.

Alla fine, nel 494 a. C., i plebei scioperarono, radunandosi fuori Roma e rifiutandosi di rientrare finché non ricevettero la rappresentanza. Lo sciopero portò alla costituzione di un’assemblea il Concilium Plebis o il Consiglio della Plebe che dava voce e rappresentanza ai plebei.

Espansione di Roma

Questa forma di ordinamento ha permesso alla Repubblica di crescere ben oltre le mura della città.

La vittoria nelle tre guerre puniche (264 – 146 a.C.) combattute contro Cartagine fu il primo passo di Roma che cresceva oltre i confini della penisola. Dopo anni di guerra e l’imbarazzo della sconfitta per mano di Annibale , il Senato alla fine seguì il consiglio di Marco Porcio Catone passato alla storia come Catone il Censore che disse “Carthago delenda est!” (Cartagine deve essere distrutta!).

La distruzione di Cartagine dopo la battaglia di Zama nel 146 a.C. e la sconfitta dei Greci nelle quattro guerre macedoni stabilirono la Repubblica come una vera potenza mediterranea.

La sottomissione dei Greci portò la ricca cultura ellenistica a Roma, con la sua arte, filosofia e letteratura .

Caduta della Repubblica

A differenza dell’Impero, la Repubblica cadde per una minaccia interna. La richiesta di cittadinanza da parte degli alleati romani fu un segno di questa agitazione che sfociò nelle cosiddette guerre sociali del I secolo a.C. (90-88 a.C.). Per anni gli alleati dei romani avevano pagato tributi e fornito soldati per la guerra ma non erano considerati cittadini, con tutti i benefici che derivavano dallo status di cittadino romano. Come i loro simili plebei anni prima, volevano rappresentanza.

Ci voleva una ribellione perché le cose cambiassero. Sebbene il Senato avesse avvertito i cittadini romani che assegnare la cittadinanza a queste persone sarebbe stato pericoloso, la piena cittadinanza fu finalmente concessa a tutte le persone (esclusi gli schiavi) in tutta la penisola italiana. Più tardi, Giulio Cesare estese la cittadinanza oltre l’Italia e la concesse a Spagna e Gallia.

La paura di disordini e l’incertezza politica portarono alla ribalda tre uomini che nel 60 a.C. costituirono il prima triunvirato: Giulio Cesare, Gneo Pompeo e Marco Licinio Crasso . Crasso aveva guadagnato fama grazie alla sua sconfitta di Spartaco e dei suoi seguaci nel 71 a.C. Pompeo si era distinto in Spagna e in Oriente. Cesare si era dimostrato un abile comandante. Insieme, i tre uomini formarono quello che gli storici hanno chiamato il Primo Triumvirato. Per quasi un decennio hanno controllato sia i consoli sia i comandi militari. Dopo che Cesare lasciò l’incarico di console nel 59 a.C., lui e il suo esercito si spostarono verso nord in Gallia e Germania. Pompeo divenne il governatore della Spagna (sebbene governasse da Roma) mentre Crasso cercava fama nell’est dove, sfortunatamente per lui, alla fine fu sconfitto e ucciso nella Battaglia di Carre nell’odierna Turchia combattuta contro i Parti.

La crescente tensione tra Pompeo e Cesare aumentò. Pompeo era geloso del successo e della fama di Cesare, mentre Cesare ambiva al potere assoluto. Alla fine queste differenze li portarono alla battaglia e nel 48 a.C. si incontrarono a Farsalo. Pompeo fu sconfitto, fuggendo in Egitto dove fu ucciso da Tolomeo XIII . Cesare adempì il suo destino assicurando entrambe le province orientali e il nord Africa, restituendo a Roma un eroe solo per essere dichiarato dittatore a vita. Molti dei suoi nemici, così come diversi alleati, videro la sua nuova posizione come una seria minaccia alla fondazione della Repubblica e, nonostante una serie di riforme popolari, il suo assassinio sulle Idi di marzo del 44 a.C., ad opera di Bruto e Cassio, per favorire il ritorno all’ordinamento repubblicano. Tuttavia, l’uccisione di Cesare non genera l’effetto sperato dai congiurati. Le violente lotte politiche in età tardo-repubblicana hanno creato un clima favorevole agli ordinamenti politici autoritari. Questo clima sociale e politico fece mettere in ginocchio la Repubblica decretandone la fine.

Verso l’ impero

Giulio Cesare era ora l’uomo più potente di Roma. Ha effettivamente concluso il periodo della Repubblica facendo sì che il Senato lo proclamasse dittatore a vita. La sua popolarità tra la gente era enorme e i suoi sforzi per creare un governo centrale forte e stabile significarono maggiore prosperità per la città di Roma. Fu assassinato da un gruppo di senatori romani nel 44 a. C.

I cospiratori, Bruto e Cassio che lo uccisero, sembravano temere che Cesare diventasse troppo potente e che alla fine avrebbe potuto abolire il Senato.

Dopo la sua morte , il suo braccio destro Emilio Lepido, il cugino, Marco Antonio con il nipote ed erede di Cesare, Gaio Ottavio (Ottaviano) unirono le forze, per sconfiggere di Bruto e Cassio a la battaglia di Phillippi nel 42 a.C.

Ottaviano, Antonio e Lepido formarono il Secondo Triumvirato di Roma ma, come il primo, anche questi uomini erano ugualmente ambiziosi. Lepido fu efficacemente neutralizzato quando Antonio e Ottaviano concordarono che avrebbe dovuto avere la Spagna e l’ Africa per governare e quindi impedirgli di giocare a Roma. Fu deciso che Ottaviano avrebbe governato le terre romane ad ovest e Antonio ad est.

Il coinvolgimento di Antonio con la regina egiziana Cleopatra VII , tuttavia, sconvolse l’equilibrio che Ottaviano sperava di mantenere e i due entrarono in guerra. Le forze combinate di Antonio e Cleopatra furono sconfitte nella battaglia di Azio nel 31 a.C. e in seguito entrambi si tolsero la vita. Ottaviano emerse come unico potere a Roma. Nel 27 a. C. gli furono conferiti poteri straordinari dal Senato e prese il nome di Augusto , il primo imperatore di Roma. Gli storici sono d’accordo sul fatto che questo è il punto in cui la storia della Repubblica finisce e inizia la storia dell’Impero Romano .

Cariche Pubbliche

Consoli

Il potere esecutivo era nelle mani di due consoli. Eletti dalla Comitia Centuriata avevano un incarico annuale non rinnovabile. Presiedevano il Senato, proponevano le leggi ed erano i comandanti dell’esercito e come tali gestivano le opere pubbliche (strade, acquedotti, fognature ecc).

Ciascun console poteva porre il veto sulla decisione dell’altro. Dopo che il suo mandato era terminato, poteva diventare un pro-console, governando uno dei tanti territori della repubblica.

Magistrati e funzionari

Vi erano molti magistrati minori:

  • il pretore (l’unico altro funzionario con potere imperium ) che fungeva da ufficiale giudiziario con giurisdizione civica e provinciale,
  • un questore che fungeva da amministratore finanziario
  • l’ edile che controllava la manutenzione urbana come strade, acqua e generi alimentari, e i giochi e le feste annuali.
  • il censore , eletto ogni cinque anni, era il gestore  del censimento, rivedendo la lista dei cittadini e delle loro proprietà. Poteva persino rimuovere membri del Senato per comportamento improprio.
  • Infine il dittatore. Gli era concessa un’autorità completa e fu nominato solo in tempi di emergenza, di solito con un incarico per soli sei mesi.  Il più famoso, ovviamente, era Giulio Cesare ; che è stato nominato dittatore a vita.

Assemblee

Oltre ai magistrati c’erano anche un certo numero di assemblee.  Queste assemblee erano la voce del popolo (solo cittadini maschi), consentendo in tal modo che le loro di far valere le loro opinioni

Senato i senatori con incarico a vita, a meno di non fossero rimossi da un censore per cattiva condotta pubblica o privata.

Pur non avendo un vero potere legislativo, ma quello di consigliere del console poi dell’imperatore, esercitavano una considerevole autorità. Potevano proporre leggi e supervisionare la politica estera, l’amministrazione civica e le finanze.

Il potere di emanare leggi, tuttavia, è stato dato a un certo numero di assemblee popolari:

  • la Comitia Centuriata , che non solo promulgava leggi ma eleggeva i consoli e dichiaravano la guerra,
  • il Concilium Plebis , che rappresentava i plebei. I membri eleggevano i tribuni che erano i portavoce delle istanze dei plebei.

Poiché il Concilio della Plebe non era sufficiente a placare le rivendicazioni del plebei, nel 450 a.C. vennero emanate le dodici tavole, il primo codice di legge romano scritto e pubblicato nel foro. E’ da notare che il Diritto Romano è alla base della giurisprudenza delle democrazie occidentali odierne.

Il Diritto Romano affrontava i problemi domestici con un’enfasi sia sulla vita familiare che sulla proprietà privata. Ad esempio, ai plebei non era solo vietato l’incarcerazione per debito, ma si garantiva anche il diritto di presentare ricorso contro la decisione di un magistrato. Successivamente, ai plebei fu persino permesso di sposare i patrizi e diventare consoli.

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