Pantheon

Il Patheon è il monumento antico meglio conservato, risalente al 125 d.C. era dedicato a pan theos , “tutti gli dei”. Quando divenne una chiesa, fu dedicata alla Vergine Maria e a tutti i martiri.

Fino al 20 ° secolo, il Pantheon era la più grande struttura in cemento del mondo. Michelangelo studiò la sua grande cupola prima di iniziare i lavori su quella della Basilica di San Pietro .

Storia del Pantheon

Il Pantheon fu originariamente costruito nel 27-25 aC dal magistrato Marco Agrippa (il suo nome appare sull’iscrizione all’esterno), per commemorare la vittoria di Actium su Antonio e Cleopatra. Questo tempio originale fu bruciato nell’80 d.C.

Il Pantheon fu completamente ricostruito nel 125 d.C. da Adriano , un imperatore cosmopolita che aveva viaggiato molto in Oriente. Il progetto architettonico di questo nuovo Pantheon lo rendeva un monumento unico per l’epoca.

Il Pantheon fu restaurato dagli imperatori Settimio Severo (193-211) e Caracalla (211-17). Le nicchie perimetrali erano adornate con statue di divinità. Al centro venivano sacrificati e bruciati gli animali. L’oculo sulla cupola, l’unica apertura per la luce, serviva per far defluire il fumo.

Dopo che il cristianesimo sostituì il paganesimo a Roma, il Pantheon fu,  per un certo periodo, abbandonato. Infatti il culto pagano pubblico fu proibito nel 346 e la maggior parte dei templi pagani fu chiusa nel 356. Fortunatamente, un decreto del 408 ordinò che i templi dovessero essere riutilizzati; così alcuni sono stati conservati e sono stati usati come chiese cristiano o edifici secolari.

Il Pantheon rimase inutilizzato fino a quando l’imperatore bizantino Foca  lo donò a Papa Bonifacio IV. Nel 609 d.C. , il Pantheon fu consacrato come chiesa cristiana. Fu il primo tempio pagano di Roma ad essere cristianizzato, sebbene la pratica fosse comune in Oriente dal IV secolo. La chiesa fu dedicata alla Vergine Maria ea tutti i martiri , continuando così la tradizione di un luogo di culto.

Nel XVI secolo, Michelangelo venne al Pantheon per studiare la sua cupola prima di iniziare i lavori sulla cupola di San Pietro (la cui cupola è più piccola di 2 piedi), e il tetto del Pantheon fu spogliato di bronzo per essere usato nel baldacchino del Bernini a San Pietro. Nel 1563 furono restaurate le porte di bronzo.

Cosa vedere

Il Pantheon è ampiamente noto per le sua architettura e il concetto di spazio.

L’enorme cupola del Pantheon è un emisfero perfetto di cemento armato, appoggiato su una solida parete ad anello. All’esterno, la cupola è ricoperta da mattoni a sbalzo quasi senza peso.

Con un’estensione di 43,2 m, fu la più grande cupola del mondo fino alla costruzione della cupola del Brunelleschi nel duomo di Firenze del 1420-36.

Il portico è costituito da 16 colonne monolitiche corinzie sormontate da un frontone. L’ iscrizione “M · AGRIPPA · L · F · COS · TERTIUM · FECIT” significa: “Marco Agrippa, figlio di Lucio, durante il suo terzo consolato, ha costruito questo”.

Le porte di bronzo che conducono all’edificio (che sono originali e un tempo erano coperte d’oro) pesano 20 tonnellate ciascuna. Le pareti del Pantheon sono spesse 7,5 m.

L’ oculo , l’unica fonte di luce naturale nel Pantheon, è un’apertura circolare al centro della cupola. Ha un diametro che misura quasi nove metri (8,92) e si apre al cielo (il pavimento è leggermente inclinato per consentire il deflusso dell’acqua piovana).

L’ altare maggiore della chiesa si trova di fronte all’ingresso, e sopra l’originale icona della Madonna con Bambino del VII secolo. Questo era in precedenza datato al 13 ° secolo, ma l’originale del 7 ° secolo è stato recentemente recuperato sotto strati di sovraverniciatura. È una rara sopravvivenza di un’icona di un periodo in cui erano una caratteristica comune nelle chiese romane. L’ abside è decorata con un mosaico dorato con croci.

Alcune decorazioni del II secolo del tempio sono visibili nella nicchia a destra dell’abside. La nicchia a destra dell’ingresso reca un affresco dell’Annunciazione di Melozzo da Forli (XV secolo).

Tombe monumentali sono collocate nelle mura del Pantheon, tra cui quella dell’artista Raffaello (sul lato sinistro mentre si entra). Vittorio Emanuele II, primo re di un’Italia unificata, e il suo successore, Umberto I, sono anch’essi sepolti qui.

Nella piazza fuori dal Pantheon c’è una bella fontana sormontata da un antico obelisco egizio. L’obelisco e la sua base furono eretti da papa Clemente XI.

Leggende  e curiosità

Il Pantheon è ricco di leggende ed aneddoti, eccone alcune:

Il fossato del Pantheon

Si narra che il fossato poco profondo che circonda l’edificio del Pantheon non è stato scavato da mano umana. Il mago Pietro Baiardo vendette l’anima al diavolo in cambio dei suoi servigi. Il mago una volta uscito dal Pantheon pagò il diavolo con sole quattro noci e poi si rifugiò nella chiesa, dove il diavolo non poteva entrare. Il diavolo, infuriato per l’oltraggio subìto cominciò a girare intorno al Pantheon scavando il solco finchè sprofondò tra le fiamme nelle viscere della Terra . rimase il solco denominato appunto “fossato del diavolo”.

Oculo del Pantheon

Secondo una leggenda, l’oculus venne aperto dal diavolo in fuga dal tempio, mentre in base ad altri racconti, al posto dell’apertura,vi era posizionata la grande pigna di bronzo ora collocata nel cortile della Pigna in Vaticano.

Orologio solare

E’ stato definito un tempio solare, infatti il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, a mezzogiorno si può assistere ad un fenomeno astrologico-calendariale: il raggio di sole che penetra all’interno del Pantheon attraverso l’oculus proietta un enorme disco di luce sul pavimento. Il giorno dell’equinozio di primavera invece, la luce colpisce il centro del portale d’accesso

Cascata di petali di Rosa

Il giorno della Pentecoste avviene uno spettacolo unico la cascata di petali di rose. La ricorrenza, dopo cinquanta giorni dalla Pasqua, celebrava anticamente la fine del raccolto e  nella tradizione cristiana si ricorda la discesa dello Spirito Santo sulla Madonna e sugli Apostoli raccolti nel cenacolo.

Al termine della celebrazione della Messa, i vigili del fuoco raggiungono la sommità della cupola del Pantheon e fanno cadere dal cosiddetto Oculus migliaia di petali di rose rosse.

Parquet al Pantheon

Per rispetto verso i Reali le cui spoglie sono seppellite nel Phanteon, il Comune di Roma nei primi anni del 1900 avrebbe voluto che la chiesa fosse circondata dal silenzio e a questo scopo il selciato di Piazza della Rotonda veniva costantemente ricoperto con abbondante segatura: si sarebbero così attenuati i rumori prodotti dal passaggio dei carri e dei cavalli.

Questo uso fu mantenuto fino al 1906, anno in gli emigranti italiani in Argentina regalarono a Roma il legno per la pavimentazione, occupandosi anche della manutenzione (il legno doveva essere periodicamente spalmato di grasso per evitare che si sciupasse). La copertura risultò assai più dignitosa e capace di mantenere il silenzio voluto vicino alle tombe dei Reali.

La manutenzione della piazza passò al comune di Roma nel 1931 e nel 1950 il legno fu rimosso pare a seguito delle lamentele dei cittadini per le frequenti cadute dovute al grasso spalmato sul pavimento in pendenza, ripristinando l’antica pavimentazione. Una targa posta nella piazza ricorda il dono della comunità di Buenos Aires.

Come fu svuotato il Pantheon

Si racconta che per costruire il Pantheon ci si servì di un terrapieno che fungeva da impalcatura.

Via via che si procedeva con la costruzione, i vuoti venivano riempiti con della terra che sosteneva il tutto, finché fu completata la cupola. Alla fine dei lavori, non restò che portare fuori la terra.

La leggenda racconta che alla terra erano state mischiate delle monete e ogni cittadino che ne portava fuori un po’ poteva tenere il denaro che essa conteneva. Si capisce allora come questo lungo e faticoso lavoro fu sbrigato gratuitamente dai romani attratti dalla possibilità di recuperare le monete.

Orecchie d’asino

Gian Lorenzo Bernini ebbe l’incarico di dotare il Pantheon di due campanili. L’opera fu eseguita, ma non ebbe successo  e il popolo romano, impietoso, soprannominò quei campanili le orecchie d’asino tanto sembravano brutti e inadeguati.

Questa definizione fu sfruttata dal Borromini per offendere il suo rivale. Raccontano infatti le cronache del tempo che, per rimarcare il fallimento, Borromini avrebbe fatto scolpire due orecchie d’asino sul palazzo davanti al quale abitava il Bernini.

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