La Buca dello Spione

Prevenzione delle epidemie ai tempi del Papa Re

Correva l’Anno Domini 1750, Roma era la meta dei pellegrini del Giubileo provenienti da tutto il mondo. Quindi la Città Eterna aveva alberghi, locande, ristoranti e luoghi di culto pieni di visitatori.

Per evitare che una città già di suo era sovraffollata e presa d’assalto da una quantità enorme di pellegrini potesse essere un incubatore di epidemia venne emanata una speciale ordinanza giubilare che obbligava la Chiesa di San Salvatore alle Coppelle di dotarsi di un sistema per rintracciare i malati di peste

Per adempiere all’ordinanza fu istituita una “buca delle lettere” sul muro della Chiesa di San Salvatore alle Coppelle dove albergatori, osti e locandieri dovevano obbligatoriamente depositare le denunce di malattia dei loro clienti.

Chiesa di San Salvatore alle Coppelle

La buca delle lettre era corredata della lapide che recita:

ANNO IUBILEI MDCCL QUI DEVONO METTERE I VIGLIETTI TUTTI GLI OSTI ALBERGATORI LOCANDIERI ED ALTRI PER DARE NOTIZIA DE’ FORESTIERI CHE SI INFERMANO NELLE LORO CASE. ALLA VENERAB CONFRAT DELLA DIVINA PERSEVERANZA, CON AUTORITÀ APOSTOLICA ERETTA A TENORE DELL’ULTIMO EDITTO DELL’E.mo VICARIO EMANATO IL DI XVII DECEMBRE MDCCXLIX

Le segnalazioni pervenute erano poi trasferite all’arciconfraternita del SS. Sacramento della Divina Perseveranza, che aveva il preciso compito di “visitare gli infermi nelle camere locande, nelle osterie e negli alberghi, ove sogliono capitar forestieri di ogni nazione, per dare ad essi tutti gli aiuti necessari tanto rispetto al corpo che all’anima, e per prendere cura delle robbe loro in caso che fossero passati a miglior vita”.

Per la cura dalle epidenie vi invito a leggere: Come si curavano le epidemie ai tempi del Papa Re

Ufficialmente le buche per le segnalazioni anonime servivano a rintracciare i malati per rendergli assistenza secondo le buone pratiche cristiane, ma in realtà erano il mezzo efficace per il controllo del territorio preso d’assalto da un numero enorme di stranieri, infatto la cassetta delle lettere della Chiesa di San salvatore alle Coppelle è nota ai romani come la “buca dello spione”

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